Ci crederesti se ti dicessi che oggi siamo in grado di costruire grattacieli di centinaia di piani in calcestruzzo armato grazie a dei vasi da fiore? Avresti mai immaginato che il cemento armato sarebbe stato utilizzato in principio per realizzare… barche?

flower pot

Sembra davvero strano, ma è proprio così. Tutto nasce da un giardiniere francese che, con le sue sperimentazioni, diede il via alla nascita del cemento armato. Nel nuovo articolo di oggi scoprirai come è nata la tecnologia costruttiva in calcestruzzo armato e come si è evoluta negli anni, rendendo possibile la costruzione di grattacieli di centinaia di piani.

La trovata di un giardiniere esigente

Joseph Monier, un giardiniere di Parigi (1823-1906), non era per niente soddisfatto dei vasi da fiore in commercio in quell’epoca. I vasi di terracotta erano secondo lui troppo fragili e quelli in legno non resistevano bene alle intemperie e alla crescita delle radici delle piante.

Così decise di sperimentare la realizzazione di vasi da fiore utilizzando nuovi materiali. Iniziò a produrre vasi in cemento, ma si accorse subito che erano fragili e si fessuravano. Per risolvere il problema provò ad usare una rete in ferro annegata nell’impasto di cemento. Il risultato fu sorprendente. I vasi resistevano perfettamente ed avevano prestazioni migliori rispetto a quelli in terracotta o legno. Joseph Monier notò inoltre che la rete in ferro aderiva molto bene al cemento, ed era molto difficile staccarla via una volta che il cemento era maturato.

Vasi in cemento armato Joseph Monier
Uno schizzo dei vasi in cemento armato prodotti da Joseph Monier

Monier continuò a provare diverse applicazioni del cemento armato, sperimentando anche la produzione di tubi con questa tecnica. Fu talmente entusiasta della sua scoperta che la brevettò e la presentò all’Esposizione Universale di Parigi nel 1867.

Le sue realizzazioni furono esposte alla curiosità di migliaia di visitatori. Fra questi uno in particolare intuì il grande potenziale di quest’idea. Quando le idee originali finiscono nelle mani delle persone giuste si possono avere risultati sorprendenti. E’ proprio quello che successe all’esposizione universale di Parigi del 1867. Continua a leggere per scoprire cosa successe. 

L’intuizione di François Hennebique

L’ingegnere francese François Hennebique, in visita all’esposizione universale di Parigi del 1867, notò subito l’invenzione di Monier. Fu attratto da questo nuovo materiale e iniziò a sperimentare per conto proprio il modo di applicare questa tecnica al mondo delle costruzioni. Dopo anni di sperimentazioni, nel 1892 François Hennebique creò la sua azienda e brevettò un sistema costruttivo che utilizzasse il cemento armato come materiale da costruzione. Oltre ad avere un ottimo intuito, François Hennebique fu anche un grande uomo d’affari e con lo slogan «Plus d’incendies desastreux» (non più incendi disastrosi) iniziò a vendere questa tecnologia costruttiva in tutta Europa, mettendo in luce le sue ottime proprietà di resistenza al fuoco.

Una locandina pubblicitaria della tecnologia Hennebique per il cemento armato (Esposizione di Parigi del 1900)

Un uso insolito del cemento armato

I primi tentativi di realizzazione del cemento armato risalgono addirittura all’epoca degli antichi romani. Esistono ritrovamenti di calcestruzzi realizzati con calce e pozzolana e l’aggiunta di barre di bronzo. Il connubio fra barre di bronzo e cemento non era ottimale. Le diverse proprietà di dilatazione termica di questi due materiali causavano fenomeni di scheggiatura, cosa che non accade per Il calcestruzzo e l’acciaio, essendo caratterizzati dallo stesso coefficiente di dilatazione termica (1.2*10E-05).

Prima ancora di Joseph Monier, un altro francese, Joseph-Louis Lambot, iniziò a sperimentare le possibilità costruttive che si potevano avere unendo ferro e cemento. Applicò le sue sperimentazioni ad un settore del tutto diverso da quello in cui oggi si fa largo uso del cemento armato. Lambot utilizzò il cemento armato per fabbricare barche. Brevettò la sua invenzione nel 1855 (in anticipo di circa 10 anni rispetto a Monier) e la presentò in quello stesso anno all’Esposizione Universale di Parigi del 1855. 

La realizzazione di scafi in ferro-cemento non ebbe grande successo (ti è mai capitato di vedere una barca in cemento armato al giorno d’oggi?). Nessuno decise di investire su quell’idea e dovettero passare circa dieci anni, prima che il cemento armato trovasse la sua applicazione nel settore delle costruzioni. 

La barca in cemento armato realizzata da Joseph-Louis Lambot

A dire il vero in Italia ci fu una brevissima parentesi nell’industria navale che vide la produzione di imbarcazioni in cemento armato da parte del cantiere Urania di Muggia fra il 1920 e il 1921. Si è trattato di un periodo molto breve. Gli scafi in cemento armato avevano un peso intermedio fra gli scafi in legno e quelli in ferro e venivano utilizzati per il trasporto di merci. Ma c’era un piccolo problema: queste navi potevano navigare solo dall’alba al tramonto, era proibita la navigazione notturna a causa della fragilità dello scafo in cemento, che in caso di collisione con scogli affioranti avrebbe mandato a fondo la nave.

Conclusioni

In circa un secolo e mezzo si è passati dalla realizzazione di vasi da fiore in cemento armato alla costruzione di enormi grattacieli (attualmente il più alto è il Burji Kalifa, 829 m, 163 piani).

Burj Khalifa
Fase di costruzione del Burj Khalifa, attualmente il grattacielo più alto del mondo

La tecnologia costruttiva in calcestruzzo armato si è evoluta, sono stati sperimentati additivi chimici e tecniche per sfruttare al massimo le formidabili proprietà di questo materiale da costruzione.

Se oggi tutto questo è possibile, è grazie ad un giardiniere esigente e alla sua voglia di sperimentare. Il caso ha voluto che la sua idea finisse nelle mani della persona giusta (François Hennebique) in grado di valorizzarla ed applicarla al settore idoneo. 

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Al prossimo articolo.

Marco.

Dai vasi da fiore ai grattacieli: come è nato il cemento armato
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